giovedì 4 settembre 2014

4_09

Arieccolo, addì 4 Settembre.

Non m'è mai piaciuto come mese: troppi avvenimenti non positivi, è per me il vero "capodanno", il momento in cui si inizia un nuovo percorso: si hanno esami, finiscono le vacanze/ferie, si inizia un nuovo anno scolastico/accademico.

O finisce.

Al momento in queste giornate plumbee mi ritrovo a comportarmi in maniera piuttosto letargica nonostante il decisivo esame imminente di analisi che non so se nemmeno darò, in quanto rappresentante della continuazione di uno stile di vita, quello studentesco, privo di vere e proprie certezze e invece dotato di sicure situazioni e periodi di grevità mentale delle quali sto cercando di liberarmi.

La svolta al periodaccio che mi perseguita da ormai diverso tempo è (credo, spero) vicina, ma l'impatto non sarà affatto indolore, abbastanza ovviamente; dalla mia ho quantomeno la consapevolezza che d'esservi già passato e che il termine ultimo che mi posi l'anno scorso quando iniziai verrà rispettato (finalmente che faccio qualcosa quando me lo prometto, eh?).

Il domani è ancora molto fosco; l'esame è il 10.
Per ora è questo numero di giorni che mi separa da altre decisioni e cose.

Chissà cosa m'aspetta.

T.

domenica 17 agosto 2014

home

Dicevasi, sono tornato tra le mura parentali.

Sono sveglio da 2 ore e 28, ed il mio Inferno fatto di piante, paesaggio verde, tranquillità e assenza di rete cellulare, internet veloce e persone mi sta accogliendo in un abbraccio forzato, del quale noto solo l'ironia.

L'ironia di come il posto in cui sia nato ed in cui io viva sia totalmente inadatto a me. 

Provo ad immaginarmi di avere le stesse condizioni de "La Casa" traslate qui e l'effetto è un miglioramento di dimensioni minime, a riprova della non compatibilità di me stesso con questo posto.

Entro la prima ora del risveglio mi sono già dovuto recare alla chiesa ad 1 minuto a piedi da qui, cercando di ottenere copertura cellulare. Piccoli ricordi delle imprese compiute e delle serate passate al freddo pur di rispondere ad SMS quando ancora non c'erano Whatsapp e vari fanno capolino dalla memoria, non senza causare una smorfia al pensiero di come in tutti questi anni non sia cambiato nulla, e di come probabilmente per il mio interlocutore questa cosa sia "fuori dal mondo".



Il tempo trascorre lentamente, e gli unici rumori udibili sono la lavatrice in procinto di sputare il suo pasto bagnato, il soffiare del vento tra le piante ed il mio (rassegnato? smorto? svogliato?) digitare sulla rumorosa tastiera meccanica.


La compagnia da me desiderata non esiste, ed il suo sostituto è dato dalle voci di compagni di gioco d'altre regioni, che m'accompagnano nella notte scura e silenziosa.

La mancanza di vita in un posto così naturale e rigoglioso è un ossimoro beffardo, di come la natura continui ad esistere nonostante la vita degli uomini, di cui uno in particolare (io) la guarda con disprezzo, anch'essa causa della mia non felicità.



Diverse parole e discorsi sono stati detti e fatti in questi giorni, ma la cosa che m'è chiara è che la mia permanenza qui è condizione sufficiente a garantire il mio non sviluppo verso l'idea dell'esistenza per me ideale.

Gli aggiornamenti e gli edit di questo mio blog tra ieri ed oggi sono stati numerosi, come se nel tentativo d'esternare le sensazioni attuali le cose migliorassero, anche se così non è; ma almeno non sono l'unico a saperlo, ora.

sabato 16 agosto 2014

summertime_sadness

Rieccomi qua, rincasato definitivamente presso le mura parentali, a guardare svogliatamente il cielo grigio ed il tempo piovigginoso.

16 agosto.

Si è appena concluso quest'evento che ogni anno mi fa guardare con ardore verso la metà avanzata dei mesi estivi.

E' iniziato con un passaggio dall'usuale locazione collinare a quella di una convivenza in un appartamento cittadino, che si è dipanata tra pasti di dubbia od eccellente qualità, esami non superati, film e videogames.



E' culminato poi nell'evento che altre volte ha attirato intensamente la mia attenzione e le mie aspettative, ovvero delle 2 settimane di full-immersion in quella che ormai definisco con fare superbo "La Casa": trattasi di un esperimento sociale estivo consistente nel raccogliere un gruppo di amici variante tra le 5 e le 15 unità e posizionarlo in un'abitazione constante di piscina, tavolo di dimensioni ragguardevoli su cui trovano posto numerosi PC, schermi, console e bicchieri, nel tentativo di osservare il comportamento dei singoli una volta collocati in una siffatta condizione di iper-socializzazione.









Certo, gli screzi e i disguidi non mancano, così come si rivela necessario l'innalzamento della soglia di tolleranza personale nei confronti delle persone conviventi.


Tuttavia, un risultato notevole è stato raggiunto alla conclusione di quest'azione empirica;




il ritorno ad un ambiente di indubbia tranquillità ed isolamento non è una cosa positiva.

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L'unica cosa che mi tiene compagnia in questo sabato sera sono loschi figuri in TeamSpeak e qualche videogioco. Vedrò di ripiegare su un film per distogliere la mente va.

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Niente. Sarà una lunga serata, con difficoltà a dormire, proprio come qui www.depressionquest.com

lunedì 11 agosto 2014

000

"(...)
come la dipendenza da una droga, s'è arrivati al punto della verità, il punto di non ritorno in cui:

- l'assunzione della "sostanza" ritorna a diventare comportamento usuale con "dosi" e frequenza accresciute; la vita prosegue con "essa", si stabilizza e si incentra attorno a questa, ed il futuro ne sarà interamente dipendente, senza se e senza compromessi, con l'accettazione della possibile compromissione (scusate la ripetizione, i sinonimi di compromesso non si stanno rivelando adatti) dell'integrità personale, ma con la possibilità della realizzazione di qualunque cosa una volta posta questa base inossidabile di sicurezza

- oppure, dopo un lungo periodo di "assunzioni" limitate, si decide per il taglio netto, la fine di ogni rapporto con essa, l'insostituibile ed indiscutibile cessazione di ogni cosa relativa. Non necessariamente la mossa migliore, un possibile orlo sull'abisso del crollo.
Ma con una possibilità di un proseguo migliore, una volta superata la densa montagna di abbattimento, disperazione ed ingiustizia che franerà addosso al malcapitato.

Vedremo."

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EDIT 16 agosto.

Le cose sono andate meglio del previsto.

Sono riuscito ad essere abbastanza forte, nonostante QUESTA abbia fatto vacillare questa tenacia.

Alla fine non è avvenuta nessuna delle due opzioni riportate sopra.

Boh.

venerdì 25 luglio 2014

years go by

un_ anno.

un anno è esattamente passato_ dal ritorno dal lontano continente che speravo
contenesse le risposte di cui ero in cerca.
un anno è esattamente passato da quando abbastanza insperati
avvenimenti e loro conseguenze sono come da logica causa effetto,
accaduti.

Insieme a loro sono tornati correlati da un'invisibile catena,
i pensieri ad essi associati.

Grevi, gravi, grigggggi.

All I ever wanted was twice the world"?"

why_?

poco, troppo poco per ancora aver scoperto la soluzione la prima_, qualunque, QUALUNQUE COSA, AVVENIMENTO, PERSONE, QUALUNQUE COSA!

"cosa avrei dovuto fare allora, cosa?"












Nessuna. Risposta.







{che se ci pensi, la risposta nesuna risposta è comunque una risposta;

se proprio si tratta invece di realmente "nessuna risposta" lì sò cazzi.


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27/07

A dire il vero, quando ho cominciato a pensare che avrei voluto scrivere questo post dato che è veramente passato un anno, avevo in mente una cosa un po' più carina, del tipo:

- l'inizio della vita qui dal ritorno è stato parecchio traumatico, il "down" peggiore della mia esistenza a causa degli avvenimenti di cui in maniera molto poco chiara ho parlato;
- ho incontrato nuove persone, perso delle altre;
- fatto scelte sbagliate; di giuste, non molte;
- non ho fatto molte vacanze, ma sono comunque riuscito a rilassarmi per un po';
- non ho trovato cosa farò nel prossimo futuro, ogni deviazione di percorso dipenderà dall'esito dell'esame che darò a settembre;

- ho avuto occasioni ed abitudini che hanno aiutato a rafforzare i legami con certe persone;

Sono due anni che le cose accadono semplicemente in reazione agli avvenimenti, a parte piccole decisioni prese di petto e pensandoci poco (o essendo sufficientemente alterato per non riuscire a pensare), e ancora credo che si procederà in questo senso.

lunedì 7 luglio 2014

Retr0

Che bello che era essere adolescenti;

piccoli flash di viaggi in autobus ("vicentinamente tram"),
vestito con i soliti neri stracci,
con pochi pensieri, fantasiose idee,
ad adorare il poter correre,
incazzato con il mondo
a tirare pugni ai muri,

sotto la pioggia.

A credere che il futuro fosse lontano,
al voler solo conoscere il mondo,
ad avere piccoli valori,
a divertirsi con nulla,

a fare le Cazzate senza troppo pensarci
a dove il problema sarebbe stata l'interrogazione del giorno dopo,
dentro alle piccole scoperte,
a credere nella propria semplicità.

A guardare dove si levava un nuovo giorno da sopra un tetto,
a dove non si deve pensare alle conseguenze,
a dove ogni luogo ha un piccolo significato.

Dove?
Dove sono finiti gli anni?
Dov'è l'attesa irrequieta per la festa dove la pretesa
è essere i più storti?

E tanta,
tanta,

Musica.




[vogliadipastaepancetta]

giovedì 3 luglio 2014

1641

D'estate faccio una fatica allucinante a studiare.
Ma ciò che impedisce questo non è affatto il sole fuori, il caldo, od altri fattori tipici di questa stagione, bensì una lontana reminiscenza, di quando ero al primo anno di lingue e del mio crollo che, una volta raggiunto questo stesso identico periodo, mi ha portato ad abbandonare gli studi e a lavorare per 6 mesi.

Gli anni sono passati, ma il problema si sta ripresentando, ed ancora una volta io non ho la soluzione.

Tanto per cambiare.

Sono ancora fuori casa; vivo con ritmi raccapriccianti, la giornata è scandita dalla partenza e dal ritorno dell'amico che mi ospita e la perenne sensazione di sonno/noia/vago sentore di dover studiare/gioco è sempre presente.

Alle volte i ricordi dell'estate scorsa con tutti i suoi avvenimenti fanno capolino alle balaustre di queste giornate, quasi pensassero mi fossi dimenticato di loro.

Come potrei mai.

Le ore passano, da dopo mezzogiorno vanno ad inoltrarsi nel buio della notte, illuminato dalle luci cittadine e dall'aria fresca. Un paesaggio leggermente diverso da quella a cui sono abituato.

Chissà cosa si cela oltre, nell'ipotetico domani, nel lontano un giorno.
Chissà anche cosa ci sarebbe stato se le cose fossero andate diversamente.

Quali saranno poi i metodi per uscire da queste situazioni..