venerdì 16 febbraio 2018

Happy Birthday

Questo lo comincio adesso visto che oggi è veramente così.

Andrà avanti anche lunedì, martedì, mercoledì fino al mio compleanno di giovedì 15 Febbraio.

Scritto e non riletto come da usanza.

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Venerdì 09/02


Oggi boh, mi sono svegliato veramente male.
Anche oggi ho realizzato di aver sfruttato abbastanza male i miei primi 18 anni di vita; per realizzarlo è stato sufficiente incappare in una serie di canzoni dell'anno '99 (millenovecentonovantanove).


Lo scrivo per esteso, tanto ai tempi ero ancora piccolo.

Sono del '92, sono cresciuto isolato fuori città. Ho visto nascere i cellulari, i computer diventare mainstream, Internet da chimera eterea è diventata pian piano la seconda vita da accudire spasmodicamente, pena ripercussioni sulla vita "principale".

Sono già passati 5 anni anche dal mio viaggio in Australia, probabilmente la cosa più "estrema" che posso aver fatto: cosa che estrema non lo è per nulla, basta solo andare su un motore di ricerca per voli, prenotare pagando un biglietto di sola andata quanto un intero stipendio da cassiere del tempo e poi trovare qualche altra persona in partenza il primo gennaio che può fare da compagnia in questo piccolo viaggio.

Viaggio dal quale la lezione più importante che probabilmente mi porto appresso è che da se stessi non si scappa.

Che poi io in realtà lo disprezzavo il rap.Fatto sta che stasera mi sono preso una cena da consumare da solo al volo, tanto non c'ho voglia di cuicnare.

Uuuuh, che trasgressivo. (Non è questa la serata ma) Cenare a popcorn e schifezze varie sarà solo un pretesto per dire "Hey, io vivo fuori casa posso fare anche una cena del genere".

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Stanco di rimanere nello stesso posto lavorativo, la ricerca di una mossa successiva da adottare rimane quasi come una bolletta da pagare, una bolletta senza scadenza però. Rimane appesa al calendario, sovrastata presto da altre carte e da altre bollette decisamente più urgenti, come sopravvivere giorno per giorno.

Tanto ormai ho quasi 26 anni, il momento di fare le pazzie, il momento di sterzare completamente il percorso indirizzato della mia esistenza è quasi esaurito. Che poi 26 è anche un brutto numero, 25 almeno era un traguardo, un punto specifico, 26 invece vuol dire che riprendo ad essere in un arco temporale incerto, la cui unica fondamenta è: hai passato i 25; stai andando verso i 30. E dopo quelli? E ancora prima, raggiunti quelli?

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Alla fine sto cazzo di post sta diventando una sessione di coreografie perchè YouTube embeddato non mi lascia prendere quelli che sembrano essere i video che suppongo abbiano copyright.Woa.

Però nei video originali la vita era una cazzo di cosa semplice: il sole, giri in auto, feste, anche cose semplici.

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Tanto anche se scrivo qui sembra di parlare con un muro, il feedback ricevuto è zero.
E se arrivasse mi infastidirebbe ancora di più perchè parlare di quello che c'è in questo sito mi da più fastidio che altro. 



Forse è la ricerca spasmodica di feedback il problema. Buoni tutti a fare i noncuranti, i disinvolti, i liberi ma senza feedback non si va da nessuna parte


Beccatevi 'sta foto, dove sorrido per finta e dove poi aggiungerò una seconda immagine


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Sabato 10/02 (scritto a posteriori)Immagino che questa giornata sia stato il culmine delle sensazioni negative del giorno precedente: un paio di momenti di crisi, inspiegabili, nell'arco della giornata che forse, mi confermano, qualcosa non è apposto o qui dentro o qui nel mio cervello/animo.

Mi ha fatto bene passare la giornata all'esterno, quasi come ogni volta, camminando e guidando alla ricerca di un regalo.


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Domenica 11/02 (scritto a posteriori)

Giornata trascorsa abbastanza pacificamente: dopo parecchio tempo ho partecipato ad una messa (sì, quelle in chiesa con gente che ci crede tanto) per via di una ricorrenza. 

Con il famoso senno di poi, ho quasi apprezzato essere in questo luogo: ampio, spazioso e, solo a tratti, meravigliosamente silenzioso.
Lungi da me una riscoperta religiosa di me stesso ma ho potuto apprezzare o quantomeno comprendere come una religione nata dal basso come il cristianesimo possa aver funzionato: essendosi inizialmente sviluppata in segreto, predicata nei sotterranei, immagino che fornisse alle persone che vivevano in un periodo temporale ostico l'unica cosa di cui avevano bisogno: un qualcosa che desse loro speranza che la vita non sarebbe stata solo una scalata ad una montagna di merda con occasionali scivoloni e facciate nella stessa.


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Lunedì 12/02

Niente di che. Tante cose da fare e da pensare ma alla fine è solo un lunedì, senza troppe accezioni.
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Martedì 13, Mercoledì 14

Non pervenuti. Rinviati a settembre.---------------------



Giovedì, 15 Febbraio 2018.

E niente, alla fine siamo arrivati fino a qua.
Una data nella quale, come poche altre volte in un anno, un tempo ti faceva sentire un re, come se in questo giorno l'unica cosa di cui ti dovessi preoccupare fosse essere felice e contento.

E invece oggi ho avvertito solo una lieve differenza da quello che è l'usuale scorrere del tempo e della routine: rimane però la consapevolezza che sono i piccoli gesti a rendere sopportabile quando non magica l'esistenza in piccoli sprazzi:

Le paste (pasticcini) e la torta con tanto di nome preparata da mio padre.
I messaggi da amici e parenti vicini o lontani.
Qualche abbraccio e qualche saluto extra.
Qualche presente che, sempre con il senno di poi, diventa il frutto di uno sforzo o di un sacrificio ed acquisisce quindi valore aggiunto dato dalla consapevolezza che lì, a preparare quel piccolo pensiero, c'è una persona con i suoi problemi e gusti, che per un attimo si è ritrovata a pensare a te. Così come quella persona che non ti scrive semplicemente "Auguri" perchè glielo dice Facebook ma anche perchè questo mezzo ha dato questa informazione e ci tiene genuinamente a mandare un piccolo pensiero.
C'è poi chi sta sveglio fino a mezzanotte del 14 per mandare un messaggio od avere il primato di esser stata la prima persona a farsi sentire.




Oggi è il 15 Febbraio 2018 e io, Thomas, compio 26 anni.
Non è niente di così importante per il mondo, è un pochino più importante per me: sono sopravvissuto fino a qui, in certi casi muovendomi rocambolescamente tra le faglie del tempo, in pochi altri casi librandomi sulle ore che scorrevano divertendosi.


Rimane comunque sempre più difficile andare a letto realmente felici; è quasi impossibile sdraiarsi in vista del giorno dopo e pensare a quante cose belle possano essere accadute finora nella propria esistenza.
E, in certi casi, anche avere quste cose belle rende più angosciante la frequente impossibilità nell'essere grati per le stesse.
Ringraziare tutte le persone che fanno qualcosa per esserci rimane invece una missione preziosa da compiere. 

venerdì 2 febbraio 2018

E siamo a febbraio yuhuu

Sono sempre di più i post che invece di ammorbarvi diventano tipo dei fogli di carta appallottolati e lanciati casualmente contro uno dei muri della stanza (salvati come bozze, in poche parole).

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Oggi sono stato nella grigia ed industrializzata Arzignano e, come al solito (complice il grigiume delle nubi e della pioggia), me ne sono andato in auto con una buona dose di infondata tristezza addosso, senza radio ne musica.

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Le cose che mi rendono ufficialmente contento nel brevissimo periodo sono diventate:
  • uscire puntuale/in anticipo da lavoro
  • trovare pronto da mangiare
  • ....
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Continua ad essere pesante il trascorrere i pomeriggi nello stesso posto (lavorativo), a non ottenere soddisfazioni per quanto fatto, ad essere trattati in malo modo e parole per ogni minima imperfezione.

D'altro canto, mi sono dato questi primi 3 mesi di 2018 per rimettermi un attimo in sesto e prepararmi a cambiamenti che diventano, lentamente ma inesorabilmente necessari.

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Mi domando ancora chi ci sia che legge queste lamentele su pixel.

venerdì 1 settembre 2017

Attento!

Da qualche tempo mi rendo conto di essere molto distratto e di avere cali di attenzione veramente incredibili.
Tant'è che ci ho messo parecchi tentativi per iniziare a scrivere questa volta, quasi più del solito.

Siamo ad Agosto, siamo quasi arrivati al fatidico anniversario di quando sono andato a vivere fuori di casa con amici.
È volato veloce come un razzo (il vento è lento) e la ricorrenza in se stessa dovrebbe essere un pretesto per tirare le somme: cosa si è fatto nell'anno, cosa non si è fatto e così via.

Conto #1:
la prima cosa a cui penso quando sono in questo mood delle somme è che da quando ho iniziato a vivere fuori, grazie all'installazione di una connessione Internet via fibra ottica ho potuto iniziare a fare lo streaming di videogiochi e di un gioco in particolare. Ho dedicato molto tempo, soprattutto in fasce serali, per cercare di esser costante, di trovare consensi con il pubblico (viewers) e di non deludere le aspettative.
Il feedback c'è stato, in piccola parte: sono una minuscola entità su twitch.tv che è ancora incerta riguardo il da farsi: la strada di fare questo come fonte di rendita non mi attira molto ed è al contempo impossibile dati i numeri che faccio.
Numeri che sono ovviamente collegati a come mi pongo, a come mi mostro, a come parlo: almeno in questo credo di essere trasparente, se sono alterato si vede (e si sente, ho ricominciato a tirare i pugni sul tavolo), se ho appena finito un litigio si vede, se sono divertito o gasato, credo si veda.
Forse anche questo non aiuta, la mancanza di una maschera, di un personaggio. Ma vabbè, per ora mi va bene così.

Conto #2:
è il secondo anno che lavoro nello stesso posto, battendo il mio precedente record di 6 mesi da qualche parte.
È stato un anno di rane.
Sì, per rimanere qui ho dovuto ingoiare tanti di quei rospi che metà basta: è stato tuttavia necessario per potermi permettere di vivere fuori e non mandare in fumo sia i piani di circa un anno riguardo questo viver fuori sia la fiducia riposta per la realizzazione degli stessi.
Cosa più importante, tornare a vivere fuori è stato importante per me: esser responsabile solo di me stesso, avere degli obblighi, dei doveri, anche piccoli mi ha fatto, ancora una volta, realizzare quanto sia stato fatto per me precedentemente da altre persone: in primis i miei genitori, poi parenti vari e infine amici.

Conto #3:
Viver fuori mi fa mancare ogni tanto la quiete e il silenzio del mio paese: il freddo la sera, la morbidezza del pelo degli animali, le scale da salire e da scendere, il risveglio con il cinguettìo degli uccelli.
Allo stesso tempo, la mia casa, che in realtà è la mia passione, viaggia con me: il monitor, la tastiera, il mouse, il pc. La mia porta sul mondo, nonchè la mia prigione, alle volte.
Vedo avvenimenti lontani, scopro novità, rimango incollato per ricevere aggiornamenti in modo spasmodico. Questo mi porta al

Conto #4:
vedere i posti lontani, con le cose che vi accadono, mi interessa e, dopo averle provate, mi mordo le dita per non aver deciso di spendere quei €100 in più per fare le cose e trovarmi in quei posti a creare, a estrapolare ricordi dalla terra e dalle persone incontrate!
Ma ci sono le bollette da pagare, e a quelle non si sfugge. Meglio preservare ancora un po' le finanze e poi, un pomeriggio piuttosto che una settimana, lasciarsi andare ai piccoli piaceri: mangiare fuori, comprare un nuovo gioco, trovare una maglietta interessare ed ordinarla, perchè so, lo so che indossarla mi farà stare bene. Perchè l'ho vista o l'ho trovata o l'ho cercata e questo mi permette di pensare che, quando la indosserò, starò bene perchè è mia, frutto di ricerca e spesa.
Salvo poi trovarne un'altra alla quale riservare lo stesso trattamento.

Punto confusionario, lo so.

Edit giorno 2: un esempio è stata la gamescom, mega fiera tenutasi in Colonia.

Conto #5:
Credo che per cominciare ad ottenere di più, in tutti i sensi, dal mio coinvolgimento internettiano e videloudico mi servirebbe una voglia ancora maggiore che non ho e una quantità di tempo ancora maggiore che, ancora una volta, non ho.

Conto #6:
la perenne sensazione di essere su una "barca" diversa.





sabato 22 luglio 2017

ven 22

Heh.

Uno dei miei più grandi pregi? Che mi basta dormirci su una notte per far passare il malumore del giorno/sera precedente nel 90% dei casi.

Uno dei miei più grandi difetti? Cazzo, se sono permaloso.

Edit del giorno dopo: alle volte basta anche una virgola fuori posto per far tornare il fastidio.

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Le cerimonie di laurea, nonostante la positività e la festosità che le circonda, mi lasciano ogni volta con una forte amarezza e senso di inadeguatezza per il mio duplice fallimento nella riuscita di quella medesima impresa.

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Forse dovrei avere un hobby in meno.

domenica 14 maggio 2017

giovedì 20 aprile 2017

Ch ch ch changes

Comincia a farsi sempre più opprimente, questa sensazione di esser inchiodato dove sono.
Mi trascino sanguinolento un giorno dopo l'altro, effettuando magri e pigri tentativi di cambiare.

Guardare gli annunci e le inserzioni su internet è tornata ad essere pratica quotidiana. L'arrivo della primavera, delle belle giornate, sottolinea subdolo quanto le stagioni continuino ad avvicendarsi e quanto in realtà non cambi mai, sia il proprio io. 

Riuscire a capirsi sarebbe quantomeno un inizio.

S'ha da trovare QUALCOSA, porcacciamiseria.


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Tornano, sempre più spesso per poi scomparire, almeno per un po'.
Offuscano la mente, accelerano il battito.
La nausea, il battito accelerato.
La relazione, la causa? Ignota.
Complice comune il weekend, la metà giornata.

La necessità, non viscerale ma fortemente presente, di indossare vesti note, alle quali sono affezionato.
La spinta, anch'essa poderosa, dell'aria aperta e fresca.

È disarmante non poter descrivere con accuratezza la cosa e ancor peggio non saper come o cosa fare per farla andare via, questa sensazione viscida.

La fame che passa e scompare, quasi come fosse esattamente la cosa di cui non ho bisogno in questo momento.

venerdì 3 marzo 2017

Giornate di sole

Sono queste, le giornate in cui il sole splende sornione sulle pendici delle colline e sulle strade poco traafficate, in cui mi chiedo cosa si può volere di più che poterselo godere in tranquillità. Non è esattamente come il sabato ma poco meno~